"The most profound technologies are those that disappear. They weave them selves into the fabric of everyday life until they are indistinguishable from it."
"Le tecnologie più profonde sono quelle che scompaiono. Tessono nel tessuto della vita quotidiana fino a quando non sono indistinguibili da essa. "
Queste sono le parole di Mark Weiser risalenti a 15 anni fa quando conia il termine “ubiquitous computing” cioè Computer omnipresente. E’ da qui che nasce il progetto della Openmoko, quello di estendere il concetto di telefono cellulare con l’obiettivo di creare una piattaforma nella quale i telefoni cellulari fossero in grado di fare qualcosa che un piccolo computer può fare.
Openmoko è un progetto ideato per creare una famiglia di telefoni mobili open source, rendendo quindi visibile ad ogni singolo utente specifiche hardware e codice del Sistema Operativo. L’iniziativa è stata intrapresa e sponsorizzata dalla Openmoko Inc.
Il primo progetto Openmoko linux è basato su una piattoforma Linux progettata per telefoni cellulari.
Il secondo progetto invece, ricerca lo sviluppo di dispositivi hardware su cui potesse girare Linux Openmoko. Il primo il Neo 1973(primo smartphone usando software Openmoko) revisionata poi dal Neo FreeRunner (25 Giugno 2008) con un miglior processor, due accelerometri e un acceleratore di grafica 3D.
Diversamente dalle altre piattaforme di telefonia mobile, questi telefoni sono progettati per fornire agli utenti finali la possibilità di modificare il Sistema Operativo e parti di software.
Openmoko il 2 aprile 2009 ha annullato la produzione dei telefoni , preferendo di concentrarsi su altri tipi di hardware. Tuttavia diversi gruppi hanno creato versioni modificare del software originale; infatti, i telefoni Openmoko ora supportano Android, Debian e Gentoo.
A livello hardware Openmoko aspira a un open-source hardware, anche se in varie zone la disponibilità di componenti del telefono e requisiti di legge impediscono il suo completo assemblaggio.
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